Il Limone di carta

(Breve raccolta di baci nella letteratura antica e moderna)


Un bacio - ma che cos'e' poi un bacio? Un giuramento un po' piu' da vicino, una confessione che cerca una conferma, un segreto soffiato in bocca invece che all'orecchio, una comunione che sa di fiore, un modo di respirarsi il cuore e di scambiarsi sulle labbra il sapore dell'anima.

(Rostand - Cyrano de Bergerac)


Nel caffe' all'aperto la saliva traboccava giu' per gli amorosi menti delle coppiette intente al bocca a bocca ; tra i piu' accaniti a far ventosa si trovavano ad essere Lamelia e un dipendente dei trasporti pubblici, soprattutto lei, perche' il dipendente dei trasporti pubblici non dimenticava di guardare di tanto in tanto l'orologio in relazione alle proprie mansioni professionali. A occhi chiusi, Lamelia si consacrava religiosamente alla linguistica.
Venne il momento del distacco; il dipendente dei trasporti pubblici diede lentamente inizio alle operazioni di decollo dall'incollamento orale, e una volta portatele a buon fine con un: flopp! s'asciugo' sul rovescio della manica , disse - Bisogna che scappi - e s'asperse di birra le mucose inaridite.

(Raymond Queneau - I fiori blu - Trad. di Italo Calvino)


I tuoi occhi dolci come il miele, o Giuvenzio,
se mai tu mi permetta di baciare finche' ho voglia
voglio baciarli trecentomila volte,
ne' mi sembreranno mai abbastanza,
se non piu' densa dell'arida spiga
sia la nostra messe di baci.

(Caio Valerio Catullo - Nugae XLVIII)


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