Colori


Terra di Siena bruciata.

Credo che non esista un nome più poetico di questo per definire un colore.
Eppure mi ricordo che quando ero piccolo avevo una matita di un colore che si chiamava proprio così: terra di Siena bruciata.
La usavo pochissimo, e non tanto perché non mi piacesse il colore, quanto per paura di finirla. Un arancione lo si trova dappertutto, un giallo, un rosso... ma un colore così, dove lo trovavo?

 

I colori.

Da bambino mi sembravano una parte fondamentale della mia vita: scoprire come si chiamassero i colori, distinguerli, imparare a crearli mescolando altri colori con la tempera. Mi sembrava che ci fosse qualcosa di magico nel fatto che mescolando due colori ne venisse fuori uno diverso.
Come la storia di piccolo giallo e piccolo blu che giocano insieme e poi le mamme non li riconoscono perché sono diventati verdi tutti e due.

 

Blu oltremare.

Un colore che sapeva di avventura e di viaggi, di profondità inesplorate.
Non era neanche il colore del mare, che avevo visto decine di volte, era qualcosa di più: era "oltre".
Una specie di colore sovrannaturale.
Chissà se aveva in mente una cosa simile HP Lovecraft, quando ha scritto "il colore venuto dallo spazio".
E chissà poi chi è che li inventa, i nomi dei colori.
Deve avere una bella fantasia, il ragazzo.
Lui e il suo Blu di Prussia, che mi ha sempre fatto un po' impressione.

 

I Caran D'Ache.

Bastardi.

I colori più belli del mondo, con quelle scatole enormi e costosissime, e le matite che diventavano acquarelli se solo le si inumidiva un po'.
Ho sempre invidiato i miei compagni di classe coi Caran D'Ache.
A me non li hanno mai presi: io andavo avanti tranquillo con i miei Giotto da 24 (che per le mie scarsissime capacità grafiche erano certamente più che sufficienti).
Mi rendevo conto che per me delle matite del genere sarebbero state uno spreco, che le avrei fatte cadere in continuazione e che avrei rotto la mina, rendendole inutilizzabili.
Me ne rendevo conto, si, però poi me li sognavo di notte, quegli scatoloni di latta.

 

 

Adesso invece tutti i colori sono tonalità di ciano-magenta-giallo, o di rosso-giallo-blu.
Basta mettere le percentuali ed il gioco è fatto.
Per non parlare poi dei codici esadecimali dell'html, in cui le sfumature di rosso si chiamano #CC0000 e #FF6666.
Che sarà anche preciso, come sistema, ma a me nessuno toglierà mai dalla testa la cupa tranquillità di un rosso mattone.
O lo squillare allegro del rosso carminio.
Oppure ancora quelle tinte ambigue e inafferrabili come il porpora e il fucsia, che non erano rosse o rosa, ma neanche proprio viola,ma ibridi mutaforma e cangianti, che si rifiutavano di essere soggiogati.
Quando poi, studiando storia, ho scoperto che i fenici si erano arricchiti grazie alle loro tecniche segrete di produzione del colore porpora... beh, non mi sono stupito più di tanto.
Lo sapevo, IO che c'era un mistero, dietro a quel colore.

 

 

E chissà poi che colore ha, in realtà, la terra di Siena.
Chissà se quando la si brucia ha un colore diverso.
E perché mai una persona dovrebbe andare a Siena per prendere della terra e bruciarla... Un rito magico? Una vecchia tradizione contadina?
Un tentativo di creare un colore "nuovo", che non fosse terra e neanche carbone, che non fosse nero né marrone?

 

Ho sempre odiato il color giallo ocra, che faceva tanto diarrea.
Sono stato felicissimo quando mio papà ha comperato una macchina color canna di fucile (chissà, forse mi aspettavo che andasse più forte...).

 

Quando ero all'asilo il mio colore preferito era l'azzurro, poi mio fratello mi ha detto che era un colore da finocchi e sono passato al rosso.
Adesso mi chiedo che senso possa avere un concetto come quello di "colore preferito", anche se ogni tanto mi sento un po' in colpa verso l'azzurro, perché mi sembra di averlo tradito.
Anzi, approfitto di questa occasione per chiedergli ufficialmente scusa.
Scusami, azzurro.
Sono stato crudele e ingiusto, con te.
Sei sempre stato un colore bellissimo, e io mi sono fatto ingannare.
Ma se guardi nei miei occhi, capirai che in realtà non ti ho mai abbandonato

 

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