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Tra le più terrificanti attrazioni turistiche
della Thailandia ci sono le "donne dal collo lungo",
o "donne giraffa".
Si tratta di donne di etnia Karen-Padaung, profughe fuggite
dalla Birmania e stabilitesi in Thailandia, che mantengono
in vita l'antichissima tradizione di indossare lunghi collari
in ottone che, schiacciando e deformando la cassa toracica,
danno l'impressione di "allungamento" del collo.
A quanto pare questa tradizione viene mantenuta quasi esclusivamente
per motivi "turistici": le "donne giraffa"
vivono in finti villaggi per turisti (lontani dalle montagne
da cui vengono ma più facilmente raggiungibili dai
turisti che arrivano a Changrai in aereo) e si guadagnano
la vita vendendo oggetti tradizionali.
Per quanto io possa sforzarmi di essere aperto alle culture
"diverse" dalla nostra, il vedere queste ragazze
ingabbiate in quella specie di strumento di tortura e quasi
impossibilitate a parlare e a muoversi con un minimo di disinvoltura
mi ha veramente devastato.
Ho trovato particolarmente impressionante la gioia con cui
le ragazze-giraffa posavano per le fotografie dei turisti,
felici di potersi mostrare in tutta la loro "bellezza"
a gente venuta da così lontano.
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