Peter Greenaway

Peter Greenaway

Peter Greenaway nasce a Newport, nel Galles il 5 Aprile 1942.
Dopo gli studi alla Walthamstow School of Art, tenta di entrare al Royal College of Art Film School, ma non viene accettato.
Nel frattempo inizia un’intensa attivita’ come pittore, che influenzera’ fortemente il suo stile cinematografico, cosi’ evidentemente “pittorico”
Nel 1965 viene assunto come assistente al montaggio al Central Office of Information., organismo che si occupa di statistiche e di pubbliche informazioni.Qui inizia a produrre e dirigere cortometraggi d’avanguardia, tra cui “A walk trough H”, vincitore del premio Hugo e “The falls”, vincitore del premio Age d’or.
Nel 1982 realizza il suo primo lungometraggio, “Il mistero dei giardini di Compton house (The draughtsman contract)”, presentato alla Mostra di Venezia.
Tra il 1983 e il 1985 gira alcuni cortometraggi e documentari.
Nel 1985 esce “lo Zoo di Venere (A zed and two noughts)”, che vede per la prima volta Sacha Vierny alla fotografia e la coppia Ben Van Os-Jan Roelfs alla scenografia. Questi nomi saranno una costante di tutti i film di Greenaway , fino a “I racconti del cuscino (The pillow book)”, la cui scenografia sara’ invece curata da Wilbert Van Dorp, Andrée Putman e Emi Wade.
Nel 1987 esce “Il ventre dell’architetto”, seguito nel 1988 da “Giochi nell’acqua (drowning by numbers)”, presentato al festival di Cannes e, nel 1989, da “Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante”.
Gli anni ‘90 vedono l’inizio della cosiddetta fase “Neobarocca” di Peter Greenaway, con lo Shakespeariano “L’ultima tempesta (Prospero's book)” (1991) e “The baby of Maçon” (1992), seguiti dal meraviglioso “I racconti del cuscino” del 1996 e da "Otto donne e mezzo" del 1999.

Peter Greenaway mi piace un sacco perché vuole mettere tutto a posto, e nei suoi film le persone non contano niente ma c'è un'attenzione spasmodica per l'ordine, per le catalogazioni, per le simmetrie e per le architetture incasinate.
Siccome io da piccolo mettevo sempre le matite in ordine di altezza altrimenti mi veniva l'angoscia, apprezzo Greenaway.

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