Il Maranza è un ingegnere chimico.
Lo so, è difficile credere che una persona così splendidamente
sublime possa appartenere all'abominevole genìa degli ingegneri, ma così
è, e tanto vi basti.
E allora parliamone, di questi ingegneri: chi sono, da dove arrivano, cosa fanno?
Gli ingegneri arrivano da un luogo oscuro e triste chiamato Politecnico.
Il ruolo del Politecnico non è quello di insegnare delle cose, o di farti
diventare bravo a fare qualcosa.
Nossignore.
Il Politecnico serve (per ammissione dei professori stessi) a darti la "forma
mentis".
Il che significa che il Politecnico (da qui in poi abbreviato in "poli")
ha il compito di prendere un essere umano, svuotarlo di ogni minimo accenno
di sensibilità umana e/o estetica e convincerlo che qualunque problema
possa essere risolto diagonalizzando adeguatamente una matrice.
Per questa ragione, i più brillanti studenti di ingeneria
sono in genere esseri asessuati.
La parola "ingegnere" non contempla infatti il femminile, ma non è
poi neanche troppo maschile, con quella "e" finale che fa tanto né
carne né pesce.
Di conseguenza, gli ingegneri più ingegneri sono quelli che non hanno
nessuna caratteristica sessuale riconoscibile.
Completamente amorfi, se vogliamo.
L'unica differenza sostanziale che ho notato tra gli sudenti di ingegneria (d'ora
in poi abbreviati in Sdi) maschi e le femmine, è che i maschi fanno i
buchi nei muri dei bagni per spiare le femmine, mentre le femmine riempiono
tali buchi con le modalità più ingegnose (cicche, rotolini di
carta igienica, nastro adesivo..).
Chi non ci credesse, è pregato di recarsi in pellegrinaggio alle aule
CG del Politecnico di Milano.
Già che siamo sull'argomento Poli, occorre segnalare una cosa molto buffa,
e cioè la vicinanza (quando non addirittura la coabitazione) tra Sdi
(che d'ora in poi chiamerò semplicemente ingegneri, perché Sdi
non mi piace) e architetti.
Giusto per farvi capire la stranezza della cosa: se per caso
vedete una ragazza, e capite subito che è di sesso femminile, ed arrivate
magari a trovarla addirittura gradevole alla vista, ed iniziate anche a desiderare
di scoprire se sia altrettanto gradevole al tatto, allora non ci sono dubbi:
la ragazza porterà a tracolla il tubo da disegno, simbolo distintivo
degli architetti (così come la HP48 è il simbolo degli ingegneri).
Se non ha il tubo, è una matricola, e quindi si aprono due possibilità:
1) L'anno prossimo sarà diventata un ingegnere, e quindi asessuata
2)L'anno prossimo sarà ancora bellissima e attraente, ed avrà
cambiato facoltà.
Credetemi: non esistono altre alternative.
Altre cose da dire sugli ingegneri?
Si, tante.
Però, a quanto pare, le hanno già dette: