Capodanno a Madrid

Alla fine questo benedetto capodanno 1999-2000 e' passato.
Non e' stato come me lo immaginavo da piccolo, ma neanche come temevo potesse essere.
Per farla breve: sono andato a Madrid a trovare i miei amici con cui ho fatto l'Erasmus.
Ovviamente sono successe un sacco di cose, e non posso raccontarvi tutto, anche perche' suppongo che non e' che moriate dalla voglia di sapere tutti i cazzi miei per filo e per segno.

Il viaggio e' un piccolo massacro : Milano-Ventimiglia-Port Bou-Madrid tutto in treno.
Partenza da Milano il 28 alle 3 del pomeriggio con zainone tattico. Lotta selvaggia per accaparrarsi i posti a sedere. Un gruppo di punk si siede a terra e banchetta allegramente. Una ragazza si fa rasare le tempie, prima col rasoio a lama, poi con quello elettrico. Sguardi disgustati dei viaggiatori. Durante il viaggio conosco un ragazzino di 14 anni che accompagna la nonna (80enne con pelliccia maculata bianco-nera e parruccona bionda) a Barcellona. Il ragazzino fa un panegirico contro la corruzione della moralita' moderna per colpa dei comunisti e della tendenza a regalare tutto a tutti tipica del dopo-boom economico.
Dopo un'oretta di conferenza, i passeggeri del vagone iniziano a rumoreggiare e a chiedere la sua testa, quindi pur di farlo tacere lo sfido (battendolo) a scala 40. Arrivato a Ventimiglia inizia l'odissea : mi trovo con le mie due amiche ex-erasmus e cerchiamo di installarci nelle nostre cuccette. Scene apocalittiche di gente che cerca disperatamente posti a sedere, controllori simpaticissimi che si fanno offrire da bere e ci provavano con le ragazze, grande atmosfera di festa e casino ignobile fino alle 2 circa. 8 ore di viaggio, dormito zero.

Arrivati a Port Bou non ci sono treni diretti, quindi facciamo Port Bou-Barcellona, cambio treno, Barcellona Saragozza, cambio treno, Saragozza-Madrid. Arriviamo alle 5 di pomeriggio, in condizioni pietose e con una fame orrenda.
Arrivano i nostri amici, baci e abbracci, ci portano in albergo.


Finalmente ci installiamo nelle nostre confortevoli camerette.
Serata con grande bevuta di vino tinto e via dicendo.
Dopodiche' due giorni piacevolmente passati a dormire fino a mezzogiorno, fare colazione, pranzo e cena nei bar e nei ristoranti a orari decisamente improponibili, passeggiare per la citta' e darsi appuntamenti con gli altri, fare foto a tutto e a tutti, fare commenti sul mio dizionarietto italiano-spagnolo risalente probabilmente agli inizi del '600. Insomma, alla fine cenone di capodanno a base di pizza Buitoni e di tramezzini alle olive, e via in metro (mai visto un metro piu' allegro e gioioso in vita mia) fino alla Puerta del sol, piena fino all'inverosimile.
Tempo dieci secondi e perdo di vista tutta la compagnia, anche per colpa questo non sono io!dell'enorme dinosauro gonfiabile che tenevo sulle spalle.
Grandi botti per la mezzanotte, tanto champagne dappertutto, tante coppiette che si baciano appassionatamente e io da solo con il mio dinosauro.
Un sacco di gente mi fotografa.
Una ragazza mi fa una foto, poi mi da un bacino sulla guancia.
Poi un altro.
Poi ci guardiamo negli occhi, e lei mi da un bacio sulla bocca.
Attimo di tensione.
Il corazon che fa bum bum bum.
Vuoi vedere che e' la mia serata fortunata ? Invece mi dice : "Scusa, devo andare coi miei amici" e scompare dal nulla da cui era arrivata.

Momento davvero magico, comunque. Mi accorgo di avere ancora in tasca i 12 acini d'uva che secondo la tradizione spagnola bisognerebbe mangiare durante i 12 rintocchi delle compane, per la mezzanotte. Ne mangio uno e butto via gli altri. Mi sa che il 2000 mi andra' decisamente di merda.
I miei amici, finalmente, mi vedono, baci e abbracci, abbiamo perso una portoghese, oddio dov'e' finita ? Anaaaaa !!!! Anaaaaaa !!!! Poi la troviamo, tutto OK.
Cazzeggiamo ancora un po'.

Trovo per terra una scatoletta che si rivela essere un set da maquillage di Dior, e mi faccio truccare dalle ragazze in visibilio per il ritrovamento (pare che costi circa un centone, a comprarlo nuovo....). Ci sono molti piu' italiani che spagnoli, e gli italiani vengono tutti a provarci con le mie amiche, nonche' con tutto cio' che assomiglia vagamente ad un essere vivente di sesso femminile. Col dinosauro no, perche' si capisce subito che e' maschio.
Aspettiamo ancora un po', poi andiamo alla festa di un gruppo di amici di un'amica di un'amica.

Arriviamo verso le 3, la festa e' pallosissima. Pero' almeno fa caldo e c'e' un sacco di roba da bere.
Il dinosauro e' un po' sgonfio.
Cazzeggiamo ancora un po', alla fine decidiamo di andarcene. Sono le 5 , fa un freddo boia, la metropolitana e' chiusa e siamo in capo al mondo, lontanissimo da tutto. Ci incamminiamo per cercare una fermata degli autobus.
Durante il tragitto discuto con una ragazza spagnola del fatto che sia impossibile che in spagnolo "incubo" si dica "pesadilla", perche' "pesadillia" puo' essere al massimo una cosa da mangiare, come la tortilla, la mantequilla, il bocadillo e via dicendo. Un film che si chiama "pesadilla in Elm street" non farebbe paura a nessuno. Alla fine arriva il bus (dopo circa un ora di attesa, ingannata cercando di ballare correttamente YMCA), che ci deposita non lontano dal nostro hotel.
Pero' sbagliamo strada e facciamo il giro del mondo, e stiamo in giro fino a verso le sette.
La temperatura scende sotto zero, le ragazze diventano decisamente nervose. Durante la passeggiata, canto e traduco in francese "bocca di rose" ad una ragazza portoghese, che pare apprezzare De André. Poi a nanna, finalmente. Il giorno dopo sveglia alle 11, mentre tutti gli altri dormono doccia (l'acqua che scende dai miei capelli e' marroncina...), colazione, lettura e spedizione delle mail da un cybercafe', altra colazione, giornata in stato comatoso.
Nel pomeriggio visita alla Plaza de toros e del Santiago Bernabeu.
Come mai in Italia ci sono tante strade dedicate alle grande vittorie militari e nessuna via Santiago Berbnabeu? Voglio dire, ci abbiamo vinto i mondiali, mica un cazzo...Mistero della toponomastica.

In serata dovremmo fare festa tutta notte, ma io sono stanco morto e vado a nanna prestissimo (mezzanotte circa). Sveglia alle 7, ciao ciao a tutti. Rifaccio tutto il viaggio a ritroso, ma stavolta da solo e con un paio di tonnellate di stanchezza in piu'. Metro, treno per Zarragoza. In treno trasmettono la cassetta de "Il principe d'Egitto". L'ho gia' visto, ma lo riguardo volentieri. Mi commuovo, mostrando cosi' che la mia mente e' troppo provata dalla stanchezza.
Dormicchio.

Arrivo a Zarragoza, treno per Barcelona, poi da Barcellona a Cerbere. A Cerbere devo aspettare 4 ore per prendere il treno per Ventimiglia, ne approfitto per fare un giretto in citta', mi perdo clamorosamente (cerbere e' circa 20 metri quadri...).
Panico.
Sono stanco morto, e ogni strada che prendo mi porta in mezzo alla campagna. Inizia anche a fare buio.
Ho fame.
Mi cago pure un po' sotto.
Lo zaino pesa un accidente.
Alla fine, disperato, mi arrampico su una salitina, mi infilo non so come in una zona di parcheggio e manovra dei treni e cerco di seguire le rotaie per arrivare alla stazione.
Attimi di panico perche' so benissimo che io li' non potrei stare, e vaglielo a raccontare che mi sono perso perche' cercavo un ristorante ed erano tutti chiusi. 
La stazione non arriva mai.
Alla fine la vedo, ma tra me e lei ci sono circa 600 binari (almeno cosi' mi pare).
Mi fa un effetto strano stare li' da solo con lo zaino in spalla in mezzo a questa distesa di binari. Mi sento scoperto, come se da un momento all'altro un cecchino potesse spararmi addosso. Allungo il passo. Non corro perche' ho paura di attirare troppo l'attenzione.
Un tipo delle ferrovie salta fuori da uno sgabuzzino alle mie spalle e fa per seguirmi (per arrestarmi???), ma faccio finta di niente e arrivo alla stazione.
Sono salvo.
Panino, coca cola, cioccolata calda rovente. Solito casino per le cuccette, tutti vogliono entrare anche se non hanno il biglietto, il corridoio si riempie di gente, non si riesce piu' a passare. Poi mettono altri 4 vagoni in coda e la situazione si normalizza. Alle 5 il vociare della gente mi sveglia: a Marsiglia qualcuno e' salito e ha fatto razzia di borse e portafogli. A me non hanno rubato niente, per fortuna.
Arrivo infine in Italia, scene di panico anche li', treno pienissimo....
Non ho voglia di tornare a casa, anche se sono 30 ore che sono in giro.
Mi fermo a Pavia e vado a trovare dei miei amici, poi salgo sul treno successivo.
Alla fine arrivo a Milano. I miei sono venuti a prendermi.
A casa.
Internet.
Pappa.
Telefono a Anna e le faccio gli auguri di buon anno.
E' contenta di sentirmi, e anch'io lo sono.
Nanna.
The end

 

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