Praga
Venerdi 10 Agosto 2001, mattina
Approfitto della pioggia che mi costringe a stare in albergo
per scrivere alcune piccole riflessioni sul mio soggiorno nella Repubblica Ceca.
Sono entrato nella Repubblica Ceca (possibile che non esista un nome normale
per questo posto? non so, tipo "Cechia" o qualcosa del genere? Sugli elenchi
non si sa mai se cercarla sotto la "r" di repubblica o sotto la "c" di ceca)
ieri pomeriggio, passando dalla Germania.
C'erano un sacco di tedeschi che entravano e io, ingenuamente, ho pensato che
fosse
a) per turismo culturale
b) per fare benzina al di là del confine visto che costa meno.
Grande la mia sorpresa nell'accorgermi che, appena oltrepassato il confine,
si notava una distesa infinita di alberghi alberghetti e locande, tutti con
la loro bella donnina scosciata di fuori che faceva ciao ciao con la manina.
Dei paeselli da 400 abitanti che hanno più night club di Las Vegas.
La cosa che mi ha più sorpreso, però, era l'aria allegra e sorridente delle
donnine in questione. Avevano delle facce che esprimevano molto più allegria
e simpatia piuttosto che lussuria e depravazione (si, lo so, sono un bigotto
moralista, che ci volete fare?).
Mi sarei volentieri fermato a fare quattro chiacchiere in amicizia, ma suppongo
che poi avrebbero preteso di essere pagate, e che si sarebbero offese se non
le avessi portate a letto per dare prova del mio vigore virile.
Ho quindi desistito.
Arrivato a Praga inizia l'affannosa ricerca di un posto letto, cercando di evitare
di trovarmi in un tugurio malfamato ma anche di farmi spelare vivo dai prezzi.
Sono in realtà riuscito a fare entrambe le cose, dato che ho trovato un albergo
(il Rococo) che, oltre ad essere decisamente caro (120.000 a notte con prima
colazione), è anche decisamente squallido.
La mia camera è di circa 8 metri
quadri, ed è dotata di un letto a una piazza e mezzo che lo occupa interamente.
La porta d'ingresso può essere
aperta per un angolo di circa 10°, mentre
la finestra dà sul corridoio dell'albergo stesso, in modo da dover scegliere
tra morire soffocato oppure sottopormi allo sguardo curioso di tutti i passanti.
Grazie ad un portentoso sistema di amplificazione naturale, riesco poi a sentire
distintamente ogni singolo fruscio proveniente dalle camere accanto alla mia.
I muri sono decorati da deliziose macchie
di colore indefinibile.
Ci sono però degli indubitabili pregi nella mia sistemazione, ad esempio il
fatto di avere a disposizione il garage per mettere dentro la mia potentissima
Twingo, oppure la reception aperta 24 ore su 24, o il frigobar
(vuoto) in camera, per non parlare della meravigliosa taverna dove servono la
colazione o dello specchio
due metri per due che occupa un'intera parete del mio augusto alloggio (e che
tornerebbe decisamente utile nel caso volessi dare spettacolo del mio valore
virile citato prima).
Ma la ciliegina sulla torta è stato il fatto di scendere a far colazione e sentire
dagli altoparlanti la versione per quartetto d'archi di "Fade to black" dei
Metallica.
Ok, lo ammetto, mi sono fatto poderosamente inculare dai proprietari pagando
una camera almeno il triplo del suo effettivo valore, però sinceramente l'idea
di regalare un po' di benessere a dei ragazzi (il più grande avrà avuto si e
no 30 anni) che si sono fatti l'infanzia e l'adolescenza sotto il regime comunista,
che hanno dovuto comperare i dischi dei Duran Duran di importazione al mercato
nero, e che nonostante ciò si sono presi la briga di imparare l'inglese, il
tedesco, il francese e l'italiano, di tappezzare Praga con le indicazioni per
raggiungerli, di fare comunella tra di loro per spedirsi reciprocamente i clienti
nel caso uno dei loro hotel fosse pieno, di preparare le cartine di Praga con
già segnata la strada per andare da un hotel all'altro e da lì ai principali
luoghi di interesse turistico...
Insomma, diciamo che quei soldi regalati se li sono meritati.
Venerdi 10 Agosto 2001, notte
Prima giornata a Praga..
La cosa che immediatamente balza agli occhi è che Praga è davvero bellissima,
e che le ragazze
di Praga sono una delle cose più meravigliose che l'occhio umano possa contemplare.
Lo so che siamo in Agosto e che probabilmente la metà delle ragazze che vedo
in giro vengono da ogni dove tranne che a Praga, però.... Ok, facciamo un compromesso:
le ragazze che ci sono in giro a Praga, qualunque sia la loro provenienza, sono
mediamente bellissime.
Probabilmente fanno la selezione alla frontiera e lasciano passare solo quelle
belle (il che spiegherebbe d'altronde i rigidi controlli della dogana e la richiesta
del passaporto).
Ovviamente ho iniziato facendo il giro della Praga Liberty-Art Nouveau-Floreale-Jugendstil-Secese
o come diavolo la volete chiamare.
Bella, bellissima, quasi più delle ragazze di cui sopra. Fantastici palazzi
in pietra con delle splendide decorazioni che sembrano uscire direttamente dal
marmo... A mio modesto parere molto meglio delle decine di robaccia barocca
e neobarocca tutta piena di fronzoletti e fronzolotti.
Dopo un'intensa mattinata di godimento estetico-podistico, decido di fare la
tappa obbligata e di attraversare il ponte di Carlo per andare a vedere "il
Castello" e i suoi dintorni.
Non l'avessi mai fatto... Arrivato al ponte mi rendo conto della spaventosa
massa di persone che si accalca per passare, centinaia e migliaia di turisti
che si sgomitano per riuscire a fotografare la figlia che fa ciao ciao con la
manina e per andare a toccare le statue che portano fortuna.
Una disgustosa marea di corpi sudati e urlanti che si strofinano uno sull'altro
cercando di raggiungerela loro destinazione.
Un buon 30% dei presenti è italiano, pochi i tedeschi (confermando così
il mio sospetto sulle ragioni della
coda alla frontiera).
Per farla breve, ponte, castello e cattedrale sono stati una mezza delusione:
sono molto meglio visti da lontano.
Decido di esagerare con lo snobismo culturale e mi compero il
biglietto per il concerto della sera: la Sinfonia del Nuovo Mondo di Dvorak
(per 35.000 lire ne vale decisamente la pena...).
Prima di entrare faccio un giretto per vedere se riesco a mettere sotto i denti
qualcosa, e scopro l'esistenza di un fast food di nome "Aaron's Burgher" (che
però sta chiudendo perché è venerdi e siamo ormai al tramonto), specializzato
nella produzione di hamburger "Kasher", ovvero preparati secondo le norme religiose
ebraiche.
Torno al teatro, e finalmente si entra.
Il teatro è desolatamente semivuoto nonostante i prezzi stracciati e la sinfonia
decisamente "popolare" (usatissima nelle pubblicità, tanto per farci capire).
Mi viene la tristezza a pensare a tutte le persone che ho visto oggi, che evidentemente
hanno altro da fare, come ad esempio fare il giro dei negozi di ricordini per
poi far vedere al vicinato le splendide creazioni in cristallo di Boemia che
hanno comperato a prezzo stracciatissimo (per poi scoprire che sono prodotte
in serie a Cesano Boscone).
Il concerto è bello, ma la vetta inarrivabile arriva alla fine del secondo movimento,
quando i fiati stanno lentamente sfumando verso il silenzio.
TUTUUUUUU......
tutuuuu....
tuuuuuuuu tuuuuuuuuuuuuuu.....
tuuPEEEEE!!!!!
Una tromba che cicca clamorosamente.
Il pubblico scoppia in una grassissima risata.
Alla fine del concerto, il bastardissimo direttore d'orchestra fa alzare in
piedi il reo, e lo indica con la bacchetta (e il povero trombettista si prende
pure un applauso extra).
Sorvolo sugli spettatori che hanno scavalcato le transenne per passare nei posti
più cari (salvo essere poi rispediti indietro dalla sorvegliante) e che hanno
fatto foto col flash nonostante fosse vietato.
Giretto in centro, un quarto d'ora d'attesa per vedere il balletto delle statue
dell'orologio di piazza Staromestska che puntualmente non avviene (scopro in
seguito che fanno il balletto solo fino alle 9 di sera, poi probabilmente anche
loro vanno al night club) e poi metropolitana e camminata in albergo.
Ah, ho dimenticato di dire che mi sono fatto cambiare la camera e che adesso
ho una doppia (allo stesso prezzo della singola).
Sabato 11 Agosto 2001, sera
Brutto risveglio: scopro che la stanza (che avrei voluto
tenere per un'altra notte) è occupata, così come tutte le altre stanze dell'albergo.
Prontamente l'omino della reception telefona ad un altro hotel, e mi spedisce
lì.
L'hotel si chiama "Ibis", come una famosa catena internazionale.
Arrivo, e scopro che è davvero un'hotel della catena Ibis, il che mi sorprende
moltissimo dato che non capisco come mai una catena internazionale debba appoggiarsi
a dei pischelli mariuoli per trovare clienti, ma tanto meglio così.
Entro, faccio un bel sorriso alla signorina della reception (che, inulile dirlo,
è assolutamente incantevole, con occhi indimenticabili e un sorriso sfavillante)
e le dico che arrivo dall'hotel Rococo e che hanno appena telefonato per farmi
avere una stanza.
Sguardo tra il divertito e lo sbigottito della fanciulla.
"Mi spiace, ma è impossibile. Non ci ha telefonato nessuno, non conosciamo l'hotel
Rococo e comunque siamo al completo."
Il Maranza inizia ad entrare in panic mode.
Le porto il numero di telefono dell'hotel.
Lei guarda incuriosita le foto delle stupende camere che ci sono sul depliant
del Rococo e io gentilmente la rassicuro "They are not real rooms, just pictures".
Ride.
Dio, quanto è bella.
Chiama il Rococo e si mette a parlare in ceco.
Non capisco niente di quello che dice, ma lei fa due occhioni enormi e ridacchia
mentre è al telefono (e io sono sempre più innamorato).
Risultato: nessuno ha capito cosa sia successo.
La mia futura moglie prova a fare un giro di telefonate alle pensioni della
zona, con risultati deludenti: tutto pieno dappertutto.
Con il cuore a pezzi torno al Rococo, che nel frattempo ha chiamato un migliaio
di hotel e ne ha trovato uno che ha posto.
Arrivo, ed è già mezzogiorno.
Penso a cosa sarebbe successo se mi fossi dovuto portare a spasso una ragazza
rompicoglioni come la rossa che ho incontrato al Rococo (15 minuti di dibattito
col ragazzo per decidere se prenotare per tre giorni o per due giorni con l'opzione
per il terzo, con la gente dietro in coda che bestemmiava in gaelico).
Invece grazie al Signùr sono a spasso da solo e non devo passare un'oretta a
farmi gridare nelle orecchie "te l'avevo detto! dovevi pensarci prima! vedi
cosa succede a fare le cose all'ultimo momento?".
La camera è grande, spaziosa,
accogliente, col telefono e
la televisione (e si prende addirittura
anche la CNN!).
Il che, devo dire, mi impoltrisce decisamente.
Infatti esco verso le 3, vado a vedere il museo di Alfons Mucha (altresì noto
come "quello delle scatole dei biscotti"), giretto qua e là, e alle 7 sono già
in albergo a scribacchiare.
E stasera non ho intenzione di uscire, che domani mattina parto per nuove, eccitanti
avventure.
Riassunto per i più pigri: Praga è bellissima,
quando ti inculano a volte fa anche piacere, le rosse è meglio lasciarle
a casa loro e i tedeschi sono tutti degli sporcaccioni.
Il Marannza
Pivo pivo, l'olio d'olivo