Il Maranza e i vestiti

Il Maranza ha un rapporto estremamente conflittuale nei confronti dell’abbigliamento.

Da una parte considera i vestiti semplicemente come un mezzo per ripararsi dal freddo, e quindi si veste malissimo, considerando estremamente sciocchi quelli che invece dedicano grande cura all’abbigliamento.

D’altra parte, pero’, non puo’ fare a meno di ammirare incondizionatamente le persone che “si vestono bene” e di disprezzare dal profondo del cuore quelli che invece si vestono veramente male (come fa, d’altronde, il Maranza stesso).

Il Maranza ha lungamente riflettuto su questo problema, e si e’ accorto che e’ solamente un’ennesima variante del dilemma tra bellezza interiore ed esteriore.

Una persona ben vestita e’ senza dubbio piu’ bella di una vestita male, e quindi l’essere ben vestiti e’ un pregio, e non certo un difetto, come invece alcuni asseriscono, cosi’ come e’ un pregio essere belli anziche’ brutti.

Invece e’ da considerare disdicevole il fatto di spendere molto tempo per essere belli, perche’ tendenzialmente cio’ significa mettere la propria bellezza in cima ai propri pensieri, mentre ben altre dovrebbero essere le preoccupazioni di una persona intelligente.

Questo, ovviamente, non vale per tutte le persone che hanno fatto della bellezza il fulcro della propria esistenza, perche’ in questo caso la bellezza non e’ un’aggiunta alla loro vita, ma e’ la loro vita. Mi riferisco, ovviamente, alle fotomodelle, alle indossatrici ed ai creatori di moda, per i quali la bellezza e’ un lavoro, e quindi hanno tutto il diritto (per non dire il dovere) di prestarle la massima attenzione.

Un discorso a parte (e in questo caso il Maranza si sente in diritto di criticare senza freni) e’ rappresentato dalle persone che dedicano moltissimo tempo al proprio abbigliamento, e nonostante cio’ si vestono ugualmente in maniera disgustosa.

Sono, di solito, persone totalmente prive di gusto, che desiderano mostrare quanto si sanno vestire bene, fallendo miseramente.

Cito ad esempio un mio cugino, che si era presentato ad un matrimonio con una cravatta assolutamente agghiacciante e che, alle mie rimostranze, mi rispondeva con aria di superiorita’ “guarda che e’ di Coveri”, come se il semplice fatto di essere stata disegnata da Coveri (o, meglio, da qualcuno della sua casa), consentisse ad una cravatta giallo limone con inserti fucsia di abbinarsi splendidamente ad un gessato grigio.

Avendo vissuto in diretta l’epoca dei paninari, ho sviluppato una certa intolleranza alle persone che si vantano dei propri vestiti facendosi forti dei pareri altrui (Armani e’ bravo, quindi se compero i vestiti di Armani sono vestito bene. Se devo criticare i vestiti di un’altra persona, prima chiedo chi li ha disegnati), mentre apprezzo molto la capacita’ che hanno alcune persone di vestirsi bene con naturalezza e spontaneita’, e che scelgono gli abbinamenti migliori semplicemente perche’ gli sembrano migliori, e non perche’ qualcuno gli ha detto che bisogna fare cosi’.

Altrettanto buffi mi sembrano gli “alternativi standardizzati”, che in nome della liberta’ di vestirsi come vogliono, si vestono piu’ o meno tutti uguali e criticano chi si veste diversamente da loro.

Un esempio abbastanza lampante e’ il fenomeno punk, il cui spirito dovrebbe essere del tipo “io mi vesto come cazzo mi gira, e non rompetemi i coglioni”, e che si manifesta in un modo che mi sembra invece qualcosa come “voglio far vedere a tutti che non mi frega niente di come mi vesto, perche’ sono un ragazzo originale e alternativo: come mi devo vestire per far vedere che non mi frega niente di come mi vesto?”, che mi sembra un tantino cervellotico. Soprattutto perche’, se non te ne fregasse veramente niente, non staresti li’ a impazzire a farti la cresta pitturata e a strappare i jeans, ma ti limiteresti a stare spettinato e con i pantaloni un po’ lisi. Pero’ cosi’ non sembreresti un ribelle punk cattivo, ma un secchione sfigato, e quindi non va bene. Cio' non gli impedisce di sfottere il modo di vestire altrui. E' vero, le zeppe sono orrende, ma la critica non dovrebbe venire da chi ha fatto della liberta' di abbigliamento il proprio vessillo, invece ho sentito moltissimi punk sfottere i discotecari per il modo bizzarro in cui si vestono.

Il Maranza invece, vorrebbe vestirsi bene, ma non ne e’ assolutamente capace, e non ha nemmeno voglia di impegnarsi ad imparare, e di conseguenza si veste in una maniera molto buffa, che di norma gli procura sonori lazzi (del tutto giustificati) da parte di tutte le categorie sopra citate.

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