I suoni diventano un sordo e monotono brontolio lontano, e i messaggi
inviati al cervello dalle più remote estremità del mio corpo iniziano ad essere regolarmente ignorati.
Ad uno ad uno CLICK
! saltano tutti gli interruttori CLICK CLICK ! e la mia
mente salpa per un viaggio nel territorio di confine tra realtà e delirio, cercando disperatamente di non
scivolare nell’inutile oblio del sonno.
Si spezzano le gabbie della logica, ed i suoi tronconi si rimodellano
in una geometria curvilinea ed incoerente.
Movimenti sinusoidali di elefanti e gazzelle che sfuggono a malvagi pistoni dal movimento asincrono, catene di ragionamenti che si tuffano elegantemente nel marasma turbolento di rigonfiamenti emozionali.
Pensieri che navigano soffici su mari d’ovatta.
Non servono acidi per fare un bel viaggio.
Bastano quattro ore consecutive di meccanica applicata alle
macchine.